EMMANUEL DAYDÉ

 

Vive e lavora a Parigi

Curatore

 

Storico dell’arte, critico teatrale, saggista e curatore di mostre, Emmanuel Daydé organizza la Notte Bianca di Parigi dalla sua creazione nel 2002 mentre che scrive nelle riviste Art Absolument, Connaissance des Arts, Art Press ed Air France Magazine, nelle quali dialoga con Heiner Müller, Philippe Boesmans, Miquel Barcelo, Krzysztof Warlikowski o Romeo Castellucci.

 

Iniziatore di mostre come “Ousmane Sow sur le pont des Arts”, “Haïti, anges et démons” alla Halle Saint-Pierre, “Paris-Casa“ al Couvent des Cordeliers, “L’art dans le monde“ alla Culée du pont Alexandre III, “Regards persans : Iran, une révolution photographique” all’Espace Electra, “C’est la vie ! Vanités de Caravage à Damien Hirst” al museo Maillol a Parigi e commissario del Padiglione del Libano con Zad Moultaka alla Biennale di Venezia del 2017, ha scritto diversi cataloghi e monografie, in particolare su Fabian Cerredo, Anselme Bois-Vives, Moustapha Dimé, Youri Norstein ed Aurel Cojean, nonché la prefazione della mostra « Die Ungeborenen (I non-nati) » d’Anselm Kiefer alla galleria Thaddaeus Ropac - Parigi Pantin.

 

Dopo essere stato il curatore della mostra Iarivo traduit de la nuit (2018) di Joël Andrianomearisoa alla galleria RX, Emmanuel Daydé è uno dei curatori scelti per il padiglione del Madagascar alla Biennale di Venezia 2019.

 

Perché Madagascar ? Perché Joël Andrianomearisoa. Perché Joël ? Perché ho visto crescere questo giovane prodiga come una stella nera che non e mai caduta. Avendo lavorato con lui quando realizzava delle luminose scenografie ed astratti costumi di scena con Jean-Loup Pivin, ho potuto apprezzare le metamorfosi eleganti e sottili dei suoi innamorati omaggi al quadrato nero, alla materia dei sogni e alla deriva dei sentimenti. Artista completamente internazionale, cittadino di tutti i mondi, Joël Andrianomearisoa rimane malgascio, in suo nome, anima e coscienza e nessuno meglio di lui poteva rappresentare i giorni e le notti della Grande Isola.

 

Emmanuel Daydé

 

RINA RALAY RANAIVO

 

Nato nel 1984 a Antananarivo, Madagascar

vive e lavora tra Antananarivo e Berlino

Curatore

 

Rina Ralay-Ranaivo ha iniziato la sua carriera presso il Centro Culturale Francese del Madagascar. È stato per dodici anni (dal 2006 al 2018) responsabile della programmazione artistica di questa importante istituzione della vita culturale malgascia.

 

Questo lavoro trasversale gli ha permesso di concepire, realizzare e gestire numerosi progetti nel campo delle arti visive e dello spettacolo. Gli ha dato l’opportunità di lavorare con innumerevoli artisti malgasci

(Joël Andrianomearisoa, Ariry Andriamoratsiresy, Madame Zo,

Pierrot Men, Christiane Ramanantsoa, Rijasolo…), panafricani (Kettly Noël, Omar Viktor Diop, Ballaké Sissoko…), della zona dell’Oceano Indiano (Pascal Montrouge, Hans Nayna, Davy Sicard…) e d’Europa

(Claude Brumachon, Moise Touré, Bernardo Montet, Pascal Maitre,

The Shopping…)

 

Rina Ralay-Ranaivo è anche un’artista e ha esposto il suo lavoro in centri d’arte e in eventi d’arte contemporanea in Africa e in Europa.

È stato il curatore di diverse mostre realizzate nel suo paese, la più importante delle quali si intitola « Ici la limite du royaume est la mer » (2018) : una mostra collettiva e retrospettiva sugli ultimi vent’anni della storia delle espressioni artistiche contemporanee del Madagascar.

 

Precedentemente, Rina Ralay Ranaivo è stato giornalista culturale per il quotidiano malgascio La Gazette de la Grande Ile (dal 2003 al 2005), a seguito di studi in Scienze dell’Informazione e della Comunicazione all’Università di Antananarivo.

 

Questa proposta del Ministero della Cultura e di Jöel Andrianomearisoa di prendere in carico la curatela del padiglione malgascio alla 58a edizione della Biennale di Venezia è un compito essenziale per diverse, ovvie, ragioni.

 

È un immenso onore che cade al momento giusto, alla vigilia di un nuovo orientamento nella mia carriera.

È anche un impegno che ho accettato per amicizia, per l’artista e per l’associazione Revue Noire, con i quali mantengo, nella più completa complicità, un rapporto di lavoro da quindici anni.

 

Questo invito a scrivere insieme, dialogando e collettivamente, una pagina della storia delle arti malgasce è un atto che ci unisce ancora di più. Questa curatela è un esercizio senza precedenti : interagire intimamente con l’artista sul suo modo di fare poesia, dramma, emozione e dare loro forma.

 

Infine, è un orgoglio personale poter partecipare a questo progetto e d’inserire questo lavoro sull’estetica, profondamente malgascio nell’anima e nell’approccio, in un evento così prestigioso e di portata mondiale.

 

 

Rina Ralay Ranaivo