I PROMOTORI DEL PROGETTO DEL PADIGLIONE DEL MADAGASCAR ALLA BIENNALE DI VENEZIA

 

Questa prima partecipazione del Madagascar alla Biennale di Venezia 2019 è realizzata grazie a una collaborazione, e alla fiducia reciproca, tra il Ministero della Comunicazione e della Cultura della Repubblica del Madagascar e l’Associazione Kantoko accompagnata dall’Associazione Revue Noire.

 

Cronistoria del progetto

 

Marzo 2018: l’Associazione Kantoko ha ricevuto l’accordo del Ministero della Comunicazione e della Cultura della Repubblica del Madagascar per portare la candidatura presso

la Biennale di Venezia

Giugno 2018: il fascicolo di candidatura è stato presentato presso la Biennale di Venezia

Luglio 2018: la Biennale di Venezia convoca i produttori del progetto e l’artista per un colloquio

Agosto 2018: la Biennale di Venezia conferma la partecipazione del Madagascar

Settembre 2018: procedure di contratto per la partecipazione

 

 

I ruoli tra i partner e gli attori di questo progetto sono stati suddivisi come segue:

 

Il Commissionner è il Ministero della Comunicazione e della Cultura della Repubblica del Madagascar

L’artista è Jöel Andrianomearisoa

I curatori sono Rina Ralay Ranaivo ed Emmanuel Daydé

I produttori dell’operazione sono le associazioni Kantoko ad Antananarivo e Revue Noire a Parigi.

KANTOKO ASSOCIAZIONE PER LO SVILUPPO DEGLI ARTI E DELLA CULTURA NEL MADAGASCAR 

 

 

L’associazione Kantoko è stata creata nel 2015 da un gruppo di artisti e di professionisti malgasci consapevoli dell’importanza attuale di impegnarsi collettivamente nello sviluppo e la promozione delle arti e della cultura in Madagascar. Questa è il simbolo della determinazione a farsi carico del proprio destino, continuamente sfidato da un contesto generale complesso e precario.

 

Dal 2007, i fondatori dell’associazione sono stati la mente e le braccia di diversi progetti culturali e artistici.

Con il sostegno delle istituzioni pubbliche e del settore privato locale, hanno realizzato alcune operazioni che hanno segnato l’immaginario collettivo. Tra queste, la mostra internazionale 30 e Presque-Songes (2009 e 2011) o ancora il percorso artistico Parlez-moi (2016) per un’esplorazione della città di Antananarivo attraverso performances e proposte estetiche presentati in diversi luoghi originali e sorprendenti.

L’ultima realizzazione di Kantoko è stata il sostegno alla produzione di un’importante mostra pluridisciplinare, collettiva e retrospettiva sulle espressioni artistiche contemporanee malgasce : Ici la limite du royaume est la mer (Qui il limite del reame è il mare) (2018)

 

I membri dell’associazione sono convinti non soltanto che questi progetti siano modi concreti per federare le forze vive e le energie creative del loro paese, ma che sono anche modi per creare un legame di lavoro, di complicità e di amicizia con e tra le diverse componenti di questa società malgascia sempre più frammentata e stratificata, alla ricerca di nuovi riferimenti comuni, di valori collettivi da condividere e d’immagini positive da incoraggiare.

 

È nella continuazione di queste azioni che l’associazione Kantoko si è impegnata nella realizzazione di questo primo padiglione malgascio alla 58a edizione della Biennale di Venezia. Insieme all’artista del padiglione, Jöel Andrianomearisoa, l’associazione ha ottenuto il prezioso sostegno del Ministero della Cultura nell’esecuzione di questo famoso compito di dare un’immagine positiva e creativa del Madagascar in uno dei più importanti e prestigiosi eventi d’arte contemporanea nel mondo.

 

Questo appuntamento con la storia è motivo attualmente di un orgoglio collettivo condiviso con un intero paese.

 

Rina Ralay Ranaivo è il presidente dell'associazione, Solonirina Marie Joséphine è il segretario generale, Lisiane Randrianalisoa il tesoriere 

REVUE NOIRE ASSOCIAZINE PER LE  ESPRESSIONI CONTEMPORANEE DELL'AFRICA E DEL MONDO

 

 

Revue Noire, un impegno

 

L’associazione Revue Noire nasce nel 1991 con la creazione della rivista omonima sulla creazione africana contemporanea. Fin dall’inizio Jean Loup Pivin e Pascal Martin Saint Léon ne sono gli animatori. Oggi, nella sua forma associativa, l’attività si concentra sull’aiuto agli artisti di tutto il mondo e ai loro progetti con una parte redazionale rinnovata.

 

Revue Noire è stata creata per rivelare e diffondere nel mondo gli artisti e i creatori del continente africano e della sua diaspora. Con i loro compagni di origine, Simon Njami, Bruno Tilliete e N’Goné Fall, l’idea che avevano per riconpemsa dei loro sforzi, la pubblicazione di più di tremila artisti sconosciuti in dieci anni, era la possibilità di vedere dei talenti africani, e che vivono in Africa, partecipare alla Biennale di Venezia. Non in una manifestazione

“d’arte africana” in Europa o negli Stati Uniti, ma nell’eccellenza mondiale dell’arte contemporanea.

 

Essere riconosciuti in questo tempio sarebbe il segno della fine dell’indifferenza di un riferimento mondiale a questo continente. Questo è stato quel che è infine accaduto nel 1995 con Ousmane Sow, senegalese e Jane Alexander, sudafricana. In seguito, i primi padiglioni sono apparsi come quello generico di un continente, l’Africa, per una singola edizione, poi quelli di Angola, Sudafrica, Costa d’Avorio, Haiti...

 

Per l’edizione 2019, Revue Noire è coinvolta nella produzione del primo Padiglione del Madagascar della Biennale di Venezia a fianco del Ministero della Cultura del Madagascar e l’associazione malgascia Kantoko. La scelta dell’artista, Jöel Andrianomearisoa, ha avuto un ruolo decisivo nell’impegno di

Revue Noire a condividere il suo statuto di produttore. In questo modo dedicare energia e risorse a ciò che oggi pochi stati africani fanno, tanto le urgenze sono altrove. Un atteggiamento difficile da contestare, anche se...

 

Anche se mostrare che un paese sa come dare vita a grandi talenti e darsi i mezzi per farli conoscere, cambia l’immagine stessa del paese e probabilmente la fiducia del popolo in sé stesso indipendentemente dall’ambito. E anche se le azioni creative e culturali a volte possono sembrare banali, è importante partecipare brillantemente a ciò che tutti vogliono affermare per condividere un’identità e uno sguardo in questi eccezionali momenti di comunicazione mondiale.

 

Nella continuità dell’ambizione delle sue origini, Revue Noire è orgogliosa e felice di partecipare allo sviluppo dell’opera di Jöel Andrianomearisoa nel primo Padiglione del Madagascar alla Biennale di Venezia nel 2019.

 

Jean Loup Pivin e Pascal Martin Saint Léon, fondatori di Revue Noire